Dal digiuno alla sazietà

Dal digiuno alla sazietà

**Riflessioni quaresimali 2024 – Dal digiuno alla sazietà

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 8,1-10)

Mangiarono a sazietà**

**In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano». Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette». Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò. Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

  • vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare

Siamo in molti su questa terra, abbiamo tutti fame, cattolici, cristiani, musulmani, induisti, atei, agnostici… abbiamo tutti ugualmente fame. Di Verità, di Bellezza, Desiderio di colmare il vuoto che ci secca il cuore e ci stinge lo stomaco. Nessuno di noi trova da mangiare in questo mondo. Non c’è cibo che tolga la fame.

  • Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare.

Gesù sente compassione per la folla. Soffre per e con loro. Si preoccupa per coloro che stanno con lui da tre giorni. Non è un dettaglio. In tre giorni hanno compiuto, proprio perché stavano insieme a Gesù, il loro passaggio dalla morte alla vita. Sono già al Terzo Giorno. Stare con Gesù ha fatto compiere a questi uomini il Passaggio, l’Esodo definitivo.

- Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino

Gesù sa bene che non potranno sopravvivere da soli. Non riusciranno a tornare alla vita ordinaria. Sono risorti a vita nuova, ma se non saranno più con Gesù non avranno la forza di rimanere vivi. Dopo la Conversione c’è sempre, comunque, un Cammino da compiere, un Viaggio per tornare lentamente a Casa. Lui sa bene che da soli non ce la faremo, abbiamo bisogno del Pane di Vita, Lui stesso sempre con noi.

  • e alcuni di loro sono venuti da lontano».

Spesso il Cammino verso la Rinascita è lungo, si parte da lontano, da luoghi inaccessibili, da cui è difficile uscire. Luoghi che ci intrappolano, labirinti, grotte, sabbie mobili. Ma lontani o vicini, la fame e il desiderio spingono i nostri passi incerti alla ricerca di cibo e di luce.

  • Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?»

I discepoli non hanno la sensibilità di Gesù, non hanno ancora ricevuto il dono dell’intelligenza d’Amore, che gli sarà data a Pentecoste. Fanno ragionamenti umani e non sanno trovare soluzioni. Nel deserto della vita, nel mondo, di ieri, di oggi, di domani, non c’è Pane. Tutta la nostra vita è un Esodo nel deserto. Non c’è cibo, e quello che gli somiglia è in realtà veleno. Come potremo sfamarci?

  • Domandò loro: «Quanti pani avete?»

Gesù insiste perché i Discepoli imparino a prendersi cura dei fratelli. Come Lui si è preso cura di loro, così anche loro devono prendere gli altri su di sé. Li spinge a guardare in sé stessi per trovare ogni più piccolo tesoro nascosto da poter offrire. Anche poco, pochissimo. Ma tutto il poco va messo a disposizione. Prima di Dio e poi di quanti hanno bisogno di noi. La domanda mostra implicitamente che tutti abbiamo qualcosa. Non dice “avete pani?” ma semplicemente “quanti” ne avete. È importante conoscere i nostri talenti, i doni ricevuti. Sono gli ingredienti con i quali Dio impasterà la nostra vita e produrrà frutti per sfamare noi stessi e quanti ci manderà.

  • Dissero: «Sette».

Non è un numero casuale. In questo brano, dove ogni Parola è un Segno, i sette pani ci mostrano i Doni dello Spirito Santo. Prima dei talenti personali possiamo contare sui Doni dello Spirito. Agiranno da moltiplicatori e attivatori dei nostri piccoli pani. La nostra povertà verrà coperta dall’Onnipotenza di Dio. Mi viene in mente la povertà totale di Maria, offerta a Dio e coperta dallo Spirito Santo. Dall’umile grembo sboccia la Gloria di Dio, il Figlio Incarnato.

  • Ordinò alla folla di sedersi per terra

Anche chi ha fame, così come chi, con l’aiuto di Dio, sfamerà, deve farsi umile. Deve tornare a vivere nella Verità, conoscendo sé stesso. Sapendosi terra si siede a terra, nella posizione della debolezza e dell’Ascolto e, come un bambino, attende nel silenzio tutto da Dio.

- Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla.

È sempre Dio che benedice e moltiplica il nostro niente, poi lo rimette nelle nostre mani, spezzandolo perché possiamo distribuirlo a tutti. I Beni di Dio sono per noi solo per un momento, per ristorare il Cammino. Non ci appartengono. Poi, se vogliamo rimanere benedetti dobbiamo passarli ad altri. Non è Gesù direttamente che distribuisce il cibo alla folla, perché vuole che i discepoli tocchino con mano cosa è accaduto ai loro sette pani. Che i loro occhi vedano, le loro mani contino, i loro cuori si aprano alla fede, alla speranza e quindi alla carità.

  • Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.

A volte non riusciamo a trovare in noi stessi cose troppo buone da offrire. Troviamo cose piccole, insignificanti. Non importa, se il desiderio è di servire, lo Spirito Santo riesce a benedire e moltiplicare anche l’imperfezione. Perfino il peccato, se viene offerto a Dio, si muta in benedizione per tutti. Nessun dono è scartato da Dio.

- Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.

Finalmente sazi. Non ci manca più nulla. Dio ci salva con lo stare con noi, ci nutre nella preghiera e con il Suo Corpo e il Suo Sangue. Poi ci dà la possibilità di sfamarci tra di noi moltiplicando nello Spirito Santo la nostra povertà donata. Allora si può riprendere il Cammino, ripartendo dal Terzo Giorno. Tutto è nuovo, la folla è congedata perché porti la Novità in tutta la terra.

- Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

E Gesù, da Buon Seminatore e da Buon Pastore, riprende la barca della Chiesa e la conduce verso tutte le vie del mondo.

Iniziamo il Cammino quaresimale con questa immagine, sentendoci un po’ folla e un po’ discepoli, ascoltiamo la nostra fame, cerchiamo i nostri pani e i pesciolini e consegniamo tutto a Dio, perché ci renda strumenti di Amore.

Daniela 14/02/2024**

Autore

Daniela Di Pietro

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